ANMIG Sezione di Varese
 

Progetti
4 novembre 2015.
Una fiammata per l'angelo ferito

Un attimo di silenzio per esprimere la meraviglia che tutti stavano provando, poi all'unisono un "oh!" di stupore e un applauso scrosciante.
L'apertura del forno che ha cotto la statua in terracotta refrattaria intitolata "Angelo ferito" di Stella Ranza, ieri sera davanti alla sala Montanari, in via dei Bersaglieri, è stato un momento di grande suggestività: nel buio della sera vedere quella grande fiamma nella quale è apparsa l'opera è stato un privilegio per l'emozione che ha dato ai tanti presenti.

il forno per la cottura del m onumento

Il dono che la sezione dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di guerra ha offerto alla città di Varese si è presentato con una veste insolita, ossia con la preparazione di una fornace temporanea che ha richiamato il concetto di cottura primitiva.
Ma lo spettacolo non ha riguardato solo il momento dell'apertura, bensì il lavoro febbrile del ceramista varesino Angelo Zilio, coadiuvato dall'artista e da alcuni assistenti, uno dei quali munito di pirometro per indicare la temperatura interna del forno, costruito martedì con mattoni refrattari e chiuso da pannelli.
Vederlo lavorare con l'agilità e la sicurezza dell'"homo faber"- era presente dalla mattina alle 2,30 quando ha acceso il fuoco - è stata un esperienza coinvolgente. Mai fermo ad armeggiare con la legna in un continuo piegarsi e controllare, mentre un amico continuava a spaccare legna.
"Bisogna avere molta concentrazione attorno al fuoco (tenuto acceso con legno di conifera che genera una fiamma lunga e poca brace) e attorno alla gradazione e alla temperatura - ha spiegato in un momento di breve pausa con gli occhi rivolti sempre al forno - La cottura deve essere graduale e fermarsi su alcune temperature: prima a cento gradi per togliere l'acqua superficiale, poi tra i 240 e i 400 gradi perché venga rilasciata l'acqua zeolitica. Dopo undici ore di cottura attorno alle ore 13 eravamo a 500 gradi, momento altrettanto pericoloso per il quarzo che compone l'argilla e dopo i 600 finalmente sono stati eliminati i problemi che potevano causare una rottura. A 943° la statua era biscottata, ora cercheremo di arrivare a mille".
Prima delle ore 19, il pirometro segnava oltre mille gradi.
La sera era scesa, era l'ora dell'apertura. Usando una tenaglia - e lì finalmente ha sorriso con un sorriso liberatorio - ha liberato i pannelli tenuti in piedi da quattro bastoni in mano a volontari. Poi assieme, gli assistenti li hanno fatti scendere ed è stata la meraviglia: l'angelo con in mano l'ala è apparso dapprima incandescente, poi brunito.
"L'angelo è una figura istintiva, che eleva l'essere umano", ha spiegato Stella Ranza, mentre la statua veniva richiusa per raffreddarsi. Oggi verrà posizionata sul piedistallo predisposto, in attesa dell'inaugurazione che avverrà domani (6 novembre) ad opera del sindaco Attilio Fontana.
E' un momento di grande soddisfazione per Fiorenzo Croci, presidente Anmig che ha fortemente voluto questo momento per rivitalizzare l'associazione, aperta ai figli e ai nipoti dei mutilati.
(Federica Lucchini, da "La Prealpina" del 5 novembre 2015)

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    fiammata monumento    

 

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galleria sulla cottura del monumento
Una fiammata per l'angelo ferito

inaugurazione del monumento
L'inaugurazione del monumento

interventi in sala Montanari
L'incontro in sala Montanari

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