ANMIG Sezione di Varese
 

Iniziative culturaliEugenio Vigolo e le sue memorie

Innanzitutto un libro scritto bene. E non poteva essere altrimenti, conoscendo Eugenio Vigolo, classe 1922, presidente per vent’anni della sezione Anmig di Luino (fra parentesi il paese di Piero Chiara). Lui le cose, se deve farle, le fa bene, come scrive  nelle sue memorie, presentate alla sala Montanari di Varese la sera del 26 febbraio.
Tutti i posti a sedere occupati e una trentina di persone in piedi, a rendere omaggio a un “piccolo grande uomo”, come lo ha definito il figlio Giampaolo al termine della serata. Commozione e tanta simpatia in sala, perché Vigolo ha raccontato la sua vita da vero scrittore, con un sorriso nel cuore, e ha saputo accomunare i momenti tragici della guerra a quelli felici della vita quotidiana, con una visione sempre serena e fiduciosa. La rappresentante del comune, Chiara Violini, si è stupita della sala stracolma, oltre duecento persone, mai successo per una presentazione di libri. 
Il giornalista Giancarlo Angeleri, che ha dialogato con l’autore, ha messo in rilievo la presentazione al libro del filosofo Roberto Radice, docente universitario, e la postfazione di don Massimiliano Terraneo, sacerdote, inquadrando così il personaggio Vigolo, un uomo di fede un po’ filosofo. 
Donatella Fignelli, direttrice di scuola dell’infanzia, ha coordinato la serata, ricordando fra l’altro come la dottoressa Carla Soltoggio Moretta, direttrice dei corsi Unitré di Tirano, abbia spronato Vigolo all’impresa. Un uomo “normale”, lo ha chiamato Angeleri, una persona di tutti i giorni, semplice ma viva e tenace, che sovente cucina per i figli le ricette lasciate dall’amata consorte, e che possiamo incontrare per strada a Luino o trovare a coltivare l’orto poco distante. Non un “superman”, ha detto ancora Angeleri, non uno di fama mondiale che alla fine è quasi costretto a scrivere le memorie. Un piccolo grande uomo capace di riempire una sala come nessun altro scrittore era riuscito a fare a Varese e, quel che è più importante, di riempirla d’amore, forza trainante di tutta una vita. I ricordi vanno dalla nascita in un paesino del  Veneto,  all’infanzia e all’adolescenza passate a giocare e a lavorare nei campi, all’esperienza della guerra, fino ai giorni nostri, con gli ultimi pensieri rivolti alla famiglia e alla cara Elsa da poco scomparsa. Un libro da leggere, da raccomandare ai giovani, in quanto senz’altro alcuni dei ricordi che lo compongono hanno una valenza di testimonianza storica. Con autorevolezza, queste pagine si collocano nell’archivio storico della nostra sezione, arricchendolo.
(marzo 2015)

    libro aperto    

 

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