ANMIG Sezione di Varese
 

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Convegno nazionale: uno spiraglio
nella delusione


Senza giri di parole il III Convegno straordinario della storia di Anmig, tenutosi nella Sede Madre di Roma il 21 giugno per riscrivere lo Statuto nazionale, è stato una delusione. Tutte le istanze della nostra sede di Varese sono state disilluse.
A partire dalla richiesta di ammettere nella nostra associazione i nuovi mutilati e invalidi di guerra delle cosiddette missioni di pace. Negando una verità lampante, che cioè sono questi ragazzi che davvero giustificherebbero e darebbero senso oggi alla nostra associazione, la richiesta è stata archiviata con la più banale delle giustificazioni, in quanto, si è sostenuto senza possibilità di replica, la Costituzione non lo consente. Come se già non sapessimo tutti che cosa dice la Costituzione! La realtà dei fatti ha piegato la testa davanti alla forma delle parole, come i burocrati sostenevano fin dall’inizio.
Chiusa una porta, si è pensato di non aprirne un’altra. Bocciata, forse nemmeno presa in considerazione, la proposta di ammettere all’associazione tutti coloro che condividono i nostri valori, e lasciata la gestione in salde mani a uno sparuto numero di figli, nipoti e pronipoti, si è aperto però uno spiraglio ai simpatizzanti, a coloro cioè disposti a pagare interamente una tessera senza avere il diritto di voto. Dopo aver fallito l’iscrizione di figli, nipoti e pronipoti -un migliaio in tutta Italia a fronte di una potenzialità di almeno un milione- si punta adesso su un’incondizionata fiducia da parte di chi?
Non ci sembra una scelta di buon senso, non sappiamo nemmeno se sia costituzionale o meno, ma a questo punto poco ci importa. Vogliamo vedere il positivo in ogni cosa, sforzarci di farlo, e quindi ben venga questo spiraglio. In attesa di una maturazione delle coscienze.
Fiorenzo Croci


    facciata sede Anmig Varese    

 

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